Corsi di Yoga e meditazione - Accademia Samavaya - Lissone

   

Corsi di Yoga e Meditazione - Accademia Yoga Samavaya - Lissone

 

Corsi di Yoga e Meditazione a Lissone, Muggiò, Biassono, Desio, Vedano, Lecco, Como, Varese, Bergamo, Sondrio, Monza e in tutta la Brianza.

 

Glossario Yoga

Quasi tutta la terminologia dello Yoga risale ai testi antichi della cultura Vedica e Tantrica. La lingua maggiormente utilizzata è il sanscrito, lingua letteraria per eccellenza dell'India. I termini relativi alla teoria e alle pratiche dello Yoga possono avere significati differenti a secondo del contesto in cui si trovano e a secondo della tradizione da cui provengono, ne consegue che non è sufficiente una traduzione letterale.

 

I principali testi della tradizione yogica sono scritti sotto forma di sutra (Samkhya Karika, Yoga sutra, HataYogapradipika). I sutra sono brevi aforismi composti da pochissime parole. Ogni parola esprime un concetto a cui spesso rimanda una relativa pratica.

 

Gli antichi testi dello Yoga sono ancora oggi fonte inesauribile di conoscenza e motivo di studi approfonditi indirizzati a una comprensione ampia, completa e coerente del messaggio che tramandano. Dietro a ogni parola vi è una pratica, il linguaggio dello Yoga descrive stati di coscienza, esperienze dell'essere, concetti relativi all'uomo e alla sua posizione circa la propria stessa esistenza, sia quotidiana sia trascendente. I sutra sono formati da parole viventi, essenziali, relative alle forze attive che regolano la nostra realtà. In un sutra non vi è nulla di inutile e accessorio, ogni parola può diventare motivo di studio e meditazione che può essere protratta per anni. Il nostro vocabolario occidentale è ricco soprattutto di termini che si riferiscono all'esplorazione e alla conoscenza del mondo esterno, un glossario di Yoga è invece un breve "repertorio" dove l'accento non è posto sull'oggetto ma sul soggetto, su quello che il soggetto può ricavare dall'esperienza che compie.

 

"Sruti significa orecchio, la sruti è la Rivelazione stessa, la parola ascoltata, udita. La sruti è una parla criptica che deve essere decifrata e interpretata non solo con l'intelletto, ma innanzitutto venerata ed "esperienziata" in modo che faccia scoprire la realtà che è già in noi.

 

La sruti è una parola viva che, quando penetra profondamente in me (per il che è richiesta la fede) mi feconda, per così dire, mi eleva al livello della realtà autentica e mi fa scoprire quella verità trascendente che altrimenti rimarrebbe inaccessibile e incomprensibile." - R. Panikkar, Il dharma dell'induismo, Ed. Bur Rizzoli.

 

Ahamkara: è uno dei tre aspetti costitutivi della coscienza: buddhi, ahamkara, manas. È il senso dell'io in grado di tradurre un pensiero in una decisione e una decisione in azione. È il principio delle limitazioni egocentriche.

 

Ahimsa: dalla radice hims, che significa ferire, uccidere. La "A" iniziale indica la negazione di ciò che è violento. Non uccidere, non fare del male. Nello Yoga questo comportamento dev'essere rivolto non solo agli altri esseri ma innanzitutto a sé stessi.

 

Ananda: la gioia pura, beatitudine, sensazione di felicità. È il tipo di felicità generata dall'interesse e dal contatto con i piani sottili, puri ed essenziali dell'esistenza. È una delle tre qualificazioni di Brahman: sat-cit-ananda.

 

Ananta Samapatti: infinito, senza fine. Ananta è il serpente mitologico che simboleggia l'eternità. Il Testo degli Yoga sutra ci dice che dovremmo andare verso Ananta Samapatti in unione con ciò che va al di là del corpo e della mente.

 

Antaranga Yoga: è parte della via definita dallo Yoga sutra come Astanga Yoga (lo Yoga in otto tappe). Le prime cinque sono chiamate "Yoga esterno, bahiranga Yoga" (yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara). Le ultime tre tappe sono chiamate "antaranga Yoga" (dharana, dhyana e samadhi).

 

Anubhava: esperienza diretta della realtà. Conoscenza che può nascere da un'intuizione immediata.

 

Anuloma Viloma: è una delle pratiche di pranayama dello Hatha Yoga. La respirazione avviene attraverso una sola narice alla volta.

 

Apana Vayu: apana è un soffio discendente, che genera l'espulsione. Vayu è l'attività neuro-muscolare. Apana Vayu è l'attività nel nostro essere responsabile di tutti i processi di eliminazione a livello corporeo (escrezione), respiratorio (espirazione) così come per qualsiasi altra forma di espulsione (emettere, lasciare andare, far uscire, eliminare).

 

Aparigraha: non accumulare cose, non possedere. È uno dei cinque Yama, le regole di comportamento indicateci da Patanjali: Aparigraha-sthairye-janma-kathamta-sambodhah (P.Y.S. II-39).

 

Asana: la radice "As" è relativa all'essere, allo stato dell'essere. Ci dice dove uno è, in che stato si trova. Se parliamo di postura fisica indica la "posizione che ho assunto". Patanjali ci dice che questa posizione deve essere "comoda e stabile". Parlando di stato dell'essere asana non è solo relativa al corpo fisico ma allo stato mentale. Uno stato mentale è un atteggiamento che si assume. Nella tradizione dello haya Yoga pradipika sono descritte le asana fisiche adatte per la pratica dello Yoga.

 

Asmita: asmi = io sono + ta = suffisso che indica uno stato o condizione. Può essere inteso come uno stato dell'io che ci avvicina al Puro Essere, distaccato dagli oggetti del mondo, ma può essere inteso come una forma di egoismo, dove l'io, poiché staccato dagli oggetti, si illude di essere finito in se stesso, senza che esista un Essere Superiore a cui riferirsi. Questo stato accecante crea un egocentrismo che può diventare una fonte di disturbo per l'essere.

 

Asteya: non rubare, è uno dei cinque Yama, le regole di comportamento indicateci da Patanjali. Asteya può esprimere uno stato in cui non ci impegniamo per la nostra trasformazione interiore, preferiamo imitare gli altri ; equivale ad essere disonesti perché togliamo a noi stessi una possibilità di crescita. Asteya ci invita a non appropriarci dell'identità altrui per mostrare quello che non siamo, dunque: imparare a essere sé stessi.

 

Atha: Atha Yoganusasanam. "Ora inizia la disciplina dello Yoga (P.Y.S. 1°-1)". Atha significa adesso, ora. La nostra mente è in continuo movimento, difficilmente si trova nel presente, nel "qui e ora". Lo Yoga inizia quando la mente si radica nel presente.

 

Atma(n): dalla radice "at" respirare. Principio di vita, nucleo divino della realtà. Si riferisce alla persona intera, al centro dell'uomo, all'anima. Rappresenta il Sé, la dimensione spirituale presente nell'intimo di ogni uomo. Si suppone sia una minuscola scintilla della Coscienza Universale Incondizionata che ci irradia e ci alimenta. Obiettivo relativo a questo termine è imparare a distinguere quello che è il Sé da quello che è il non Sé in modo tale da poter risalire alla sorgente più pura del nostro essere. "Atma-Anatma-Viveka": saper discriminare tra ciò che è il Sé e ciò che è il non-Sé.

 

Aum: sono le lettere pronunciate recitando la Om, sillaba sacra della tradizione induista che racchiude in sé tutti i Veda. Si ritiene racchiuda in sé tutta la realtà. Recitando Aum si può rendere il corpo pura vibrazione e risalare dunque a uno stato pre-verbale, indicante l'origine della creazione. La vibrazione porta i devoti di Visnu verso Visnu e i devoti di Siva verso Siva.

 

Avidya: a = non + vidya = conoscenza reale. Avidya= non conoscenza. Ignoranza che impedisce di conoscere la realtà e che riguarda sia l'aspetto materiale che quello metafisico. Avidya è l'origine di tutti i klesa, le afflizioni che causano sofferenza. L'ignoranza consiste nel ritenere permanente ciò che è transitorio. Questa è l'origine di molte sofferenze umane.

 

Ayurveda: ayu = vita + Veda = conoscenza pura ed assoluta. AyurVeda significa conoscenza pura e assoluta della vita. E' il nome della medicina indiana codificata da Carata nel II sec. d.C.

 

Bandha: legame. I bandha sono tecniche dello Hatha Yoga riguardanti la contrazione di determinate parti del corpo.

 

Bhakti Yoga: lo Yoga della totale devozione e abbandono a Dio. È la via della devozione amorosa che l'uomo può percorrere per incontrare la divinità.

 

Bhastrika: il termine deriva da bhastra, il mantice. È un Kumbhaka Pranayama, descritto nello HataYogapradipka e si riferisce allo stato di coscienza che segue Kapalabhati.

 

Bhramari: è uno dei Kumbhaka Pranayama. Si lavora con un suono nasale che è possibile produrre a bocca chiusa, durante l'espirazione, emettendo un lieve ronzio. Il suono deve essere prodotto dal palato molle.

 

Bhuta: gli elementi: Nel sutra III-13 Patanjali utilizza il termine Bhuta per indicare l'essere vivente.

 

Bindu: punto. Esperienza interiore della visione di un punto luminoso, davanti agli occhi chiusi. Durante la recitazione dell'OM, se compare davanti agli occhi chiusi un punto luminoso, allora si parla di bindu; questo ci dà la possibilità di integrare ciò che è legato al suono a ciò che è legato alla vista.

 

Brahman: principio Cosciente Puro o Coscienza Incondizionata. Essendo uno stato di coscienza è invisibile ma sperimentabile (Trascendentale). Nelle Upanisad si dice: il Brahman è tutto e tutto è il Brahman. Ciò che impregna ogni cosa.

 

Buddhi: intelletto, capacità di analizzare.

 

Chakra: termine presente nella tradizione dello Hatha Yoga. Possiamo intendere i chakra in relazione ai segmenti orizzontali del corpo attraverso i quali passano, in verticale, i canali energetici o nadi. Lo Yoga definisce questi segmenti orizzontali anche come Fiori di Loto, Padma.

 

Chandra: luna. Può essere riferito anche all'aspetto lunare, femminile, dell'energia associata alla parte sinistra del corpo.

 

Citta: il mutevole aspetto psicofisico della persona, l'individualità, la coscienza identificata. Quando prendiamo una decisione e la traduciamo in azione nasce un comportamento che diventa citta vrtti. Cit significa percepire, comprendere, ed è anche lo stato non identificato della coscienza.

 

Darshan: visione, punto di vista, percezione della Realtà o della Verità. Termine utilizzato per designare le sei correnti filosofiche più note della tradizione indusita: Nyaya e Vaisesika, Samkhya e Yoga, Purvamimansa e Veranda.

 

Deha: corpo. Secondo la tradizione dello hatha Yoga il termine deha, insieme a ghata, kumbha, sharira, indica il corpo umano che è la rappresentazione, in scala ridotta del cosmo.

 

Deva: Deva è ciò che brilla (dal sanscrito dyu-div, cielo, giorno), che è di natura divina. I deva figurano come divinità tutelari dei chakra.

 

Dharana: è uno stato concentrato che ci permette di essere in uno stato di unità con ciò di cui si vuole fare esperienza. La mente si focalizza su alcuni degli aspetti della propria esistenza per un periodo di tempo prolungato.

 

Dharma: fondamento, norma. Secondo il Samkhya se si vive una vita secondo il Dharma ci si eleva nella scala evolutiva. Indica le virtù morali e le qualità spirituali alle quali attenersi. Ciò che sostiene l'universo. È uno dei quattro valori umani (purusharta).

 

Dhyana: è lo stato comunemente conosciuto come stato meditativo. È uno stato continuo di consapevolezza, senza alcuna distrazione. Nello stato meditativo e tranquillo siamo in contatto con noi stessi e possiamo rimuovere le impurità presenti.

 

Drsta: è colui che percepisce, il testimone, l'osservatore; in Yoga, l'abitudine all'osservazione è uno degli elementi fondamentali per essere in uno stato distaccato, per essere in sé e non proiettati verso oggetti esterni.

 

Duhkha: sofferenza, afflizione, dolore. Fattore che causa dolore, miseria umana, infelicità. Nella tradizione del Samkhya il solo fatto di esistere genera sofferenza ma, in chiave evolutiva, la consapevolezza del dolore è la leva che orienta l'uno verso la libertà, la liberazione.

 

Ekanta: devozione a un solo oggetto, adorazione di un solo essere.

 

Gheranda Samhita: la raccolta di Gheranda. Tradizionalmente considerata, insieme allo Hatha Yoga Pradipika e alla Siva Samhita, uno dei principali trattati di Hatha Yoga.

 

Guna: le tre qualità o costituenti fondamentali della natura e dell'uomo. Nel Samkhya il termine Prakrti indica la natura e l'attivazione della coscienza (Purusha) nel mondo; rappresenta l'aspetto materiale, fenomenale dell'esistenza. Guna è il modo, la qualità intrinseca della materia. I guna sono innumerevoli, tanti quanti sono le qualità esistenti, ma si possono dividere in tre grandi categorie:

 

Hatha Pradipika: testo fondamentale della tradizione tantrica che illustra tecniche e informazioni riguardanti la pratica dello Yoga soprattutto riguardanti gli aspetti delle asana, del pranayama e della costituzione sottile del corpo.

 

Hata Yoga: la parola Hatha è composta da due suoni: Ha + Tha. Ha, aspetto solare, che ha le qualità del sole. Tha, aspetto lunare, che ha le qualità della luna. Lo Hatha Yoga mette l'accento sull'equilibrio tra Ha e Tha.

 

Ida Nadi: uno dei principali canali del corpo sottile nei quali scorre il soffio vitale.

 

Indra: è Colui che presiede all'intero universo, l'imperatore o re del cielo; Indra rappresenta il nostro aspetto interiore, il nostro cielo. Quando entriamo in contatto con noi stessi possiamo sentirci a disagio o essere orientati verso la felicità, la gioia, la luce, il benessere.

 

Japa: recitare una Om dopo l'altra. Recitazione continua.

 

Jiva: dalla radice jiv che significa vivere. Jiva è l'essere vivente. E' l'anima o essere individuale che ha la capacità di sperimentare se stesso, gli oggetti e le energie universali.

 

Jnana: dalla radice jna che significa conoscere. Jnana marga è il cammino della conoscenza, della contemplazione, della visione intuitiva.

 

Kaivalya: scomparsa, assolutezza, libertà o liberazione. Uno stato spirituale di libertà suprema. Kaivalya Pada è il 4° capitolo degli Yoga Sutra dove ci viene ricordato che, per andare verso uno stato superiore, dobbiamo trasformarci interiormente.

 

Kapala: area della fronte situata tra le due sopracciglia.

 

Kapalabhati: è lo stato di chiarezza e luminosità fisica e mentale che si raggiunge in seguito a una esperienza di riempimento e svuotamento dell'area frontale ottenuto attraverso una tecnica respiratoria di "espirazione volontaria".

 

Karma: azione. tutte le filosofie indiane anno in comune il pensiero che, se una persona si comporta in modo negativo, la conseguenza sarà una sua sofferenza. Karta colui che fa l'azione, Karma l'azione, Karya il risultato dell'azione.

 

Karuna: uno stato di empatia, compassione.

 

Klesa: il concetto di klesa riguarda tutti quei parametri che ci tengono in uno stato alterato e ci portano alla sofferenza. Nello Yoga sutra sono cinque elementi: ignoranza, egoismo, desiderio, avversione, attaccamento alla vita. I Klesha sono innati, quindi, possiamo ridurli ma non eliminarli completamente.

 

Kosha: corpo, guaina, involucro. Nelle tradizione delle Upanisad l'essere umano è costituito da cinque corpi (fisico, pranico, mentale, intellettuale, spirituale).

 

Kriya: indica sia l'attività involontaria all'interno del corpo umano (ciò che avviene spontaneamente come l'attività cardiaca, l'attività polmonare, l'attività renale) sia l'azione contrapposta alla teoria (sastra).

 

Kumbhaka: sensazione di pieno che consegue all'inspiro (puraka) oppure di vuoto dopo l'espiro (rechaka). In alcune tradizioni di Yoga l'esperienza dello stato di vuoto che consegue all'espiro è chiamata sunyata.

 

Kundalini: lavorare con la propria energia vitale, fino a divenire consapevoli del suo percorso d'azione ascendente. Il praticante lavora dalla zona del perineo fino alla sommità del capo attraverso vari segmenti orizzontali (chakra) e vari piani verticali del corpo (marga). Quando incominciamo a ricevere conoscenza dall'interno del corpo, allora si può parlare di risalita di kundalini.

 

Laya Yoga: lo Yoga del dissolvimento.

 

Maesh: altro nome di Siva. È il termine relativo a uno dei tre aspetti attivi dentro la persona:

 

Mahabhuta: Sono i cinque elementi esperienziali che rendono possibili le esperienze sensoriali.

  1. Prithivi = terra - olfatto
  2. Tejas = fuoco - vista
  3. Apas = acqua - gusto
  4. Akasha = spazio - udito
  5. Vaya = aria - tatto

Maitri: la chiarezza mentale può essere ottenuta attraverso le seguenti vie: benevolenza (Maitri), compassione (Karuna), gioia di una buona azione (Mudita), equanimità (Upeksa), gioia e non sofferenza (Sukha - Duhkha), virtù e non demerito (Punya - Apunya).

 

Mimamsa e Vedanta: sono due dei sei darshana che riconoscono i Vedacome principale autorità. Purva Mimamsa significa risultato di un'analisi e, abitualmente, viene chiamato solo Mimamsa. Uttara Mimamsa o Vedanta è l'evoluzione del pensiero dei Vedae riguarda l'aspetto più spirituale della vita.

 

Moksha: liberazione o purificazione definitiva. Deriva dalla radice "muc" che significa lasciare, abbandonare, liberarsi. È il fine ultimo dell'esperienza yogica secondo la tradizione dello Yoga sutra.

 

Mudra: sigillo, simbolo. È il gesto simbolico, rituale, espressivo, un modo per manifestare una realtà interiore. È sempre legato all'espressione e può essere riferito al lavorare con una particolare sensazione interiore, consapevoli di ciò che avviene dentro. Rappresenta la partecipazione del nostro corpo nell'opera di salvezza.

 

Muladhara chakra: mula è la radice, la base. È il primo chakra, si trova nella zona del corpo corrispondente all'area ischiatica e perineale.

 

Nada: suono, vibrazione. Quando la mente cessa di identificarsi con il rumore esterno per andare verso il suono interiore si pratica la via del "nada Yoga". Nada è anche ciò che rimane dopo il suono, ciò che viene percepito come vibrazione.

 

Nadi: canali energetici. Lo Yoga ci parla di 72.000 canali energetici o nadi, nei quali scorre la vitalità. Possono rappresentare le vie esperienziali della percezione del corpo. Le nadi principali sono tre: ida, pingala, sushumma che sfociano rispettivamente nella narice sinistra, destra e nel brahama-randhra, alla sommità del capo.

 

Nidra: i comportamenti che teniamo durante il sonno. Nidra, ogni tanto, diventa indispensabile per l'individuo; è uno stato senza stimoli e, quindi, senza esperienze sensoriali. Stato crepuscolare tra la veglia e il sonno. Stato che possiamo vivere in consapevolezza: quando decidiamo di non avere nessuna relazione con l'esterno, comportandoci come quando dormiamo.

 

Nirodha: completa cessazione, non ostruzione. Non ostacolare, quindi lascia scorrere.

 

Niyama: osservanze, regole comportamentali ed etiche. Gruppo di cinque regole comportamentali che, assieme agli yama, costituiscono le dieci osservanze indispensabili, secondo lo Yoga sutra, per chi voglia iniziare lo Yoga. Come gli yama, si riferiscono al Sé, alla sua naturale esigenza di pulizia, di purificazione.

 

Nivritti: involuzione, negazione di qualunque attività, via della rinuncia all'azione.

 

Om: il mantra più importante e completo della tradizione induista. Il suono, generalmente, è percepito attraverso le orecchie. Le vibrazioni, invece, sono percepite attraverso le ossa. Sviluppando queste vibrazioni stimoleremo anche la capacità delle ossa di condurre il suono.

 

Pancha: cinque.

 

Pancha-krtya: le cinque azioni cosmiche di Siva, mediante le quali manifesta il suo potere supremo: la produzione, la conservazione, la distruzione, la discesa divinizzante e la liberazione.

 

Paramatma: lo Spirito Universale, il Sé Superiore, la Coscienza Universale.

 

Parinama: Cambiamento, trasformazione.

 

Pashimottana-asana: la pinza. Posizione di allungamento del dorso.

 

Pavanamuktasana-asana: Sdraiati sulla schiena, portare entrambe le gambe sull'addome piegandole e tenendo le ginocchia con le mani.

 

Pingala: uno dei tre principali canali del corpo sottile nei quali scorre il prana. Pingala ha origine dal kanda, percorre l'intero tronco con andamento sinuoso, incrociando la spina dorsale sei volte, in corrispondenza dei chakra fino a sfociare nella narice destra.

 

Prajna: si riferisce all'intelletto superiore. Capacità di conoscere, potenzialità di capire, intelligenza dotata di intuito. Stato di pura coscienza in cui tutto è unificato.

 

Prakriti: pra = qualcosa che c'era all'inizio + kriti = creazione: tutto ciò che c'era all'inizio. Uno dei due principi fondamentali del Samkhya. Assieme a purusha forma la visione dualistica del Samkhya-Yoga nella quale prakrti è la materia, la sostanza primordiale dalla quale emerge l'intero universo psico-fisico mentre purusha è lo spirito, testimone immutabile e inattivo espressione della coscienza universale.

 

Prana: quell'aspetto dell'energia vitale responsabile dei movimenti di espansione nel corpo, dell'inspirazione e di tutto ciò che è ricevere e percepire. È una manifestazione dell'energia individuale.

 

Pranamarga: possiamo intendere Pranamarga come un percorso verticale dell'energia vitale all'interno del corpo. Il Tantra Yoga prende in considerazione l'essere nei suoi piani verticali, conosciuti come canali pranici o prana marga.

 

Pranayama: estensione di prana (Prana = energia vitale + Ayama = allungamento, estensione). È l'utilizzo dell'energia vitale (prana) tramite la meccanica del respiro per rendere la mente più sensibile ad un processo di auto-realizzazione.

 

Prasvasa: svasa e prasvasa sono relativi al movimento delle pareti del tronco durante il respiro. Svasa è l'esperienza consapevole dei movimenti fisici respiratori che conseguono all'inspiro, prasvasa è l'esperienza consapevole dei movimenti respiratori che conseguono all'espiro.

 

Pratyahara: praty = verso se stessi + ahara = tirare, ritirare. Altra interpretazione: astensione da ciò che nutre i sensi. Tipo di conoscenza yogica che va al di là degli organi di senso e che diventa importante nel momento in cui nasce il desiderio di rimanere da soli.

 

Purusha: ciò che è eterno nell'uomo. La dimensione spirituale presente nell'uomo. Nel Samkhya è il principio spirituale della realtà.

 

Purusharta: finalità o meta della vita umana. I quattro valori sono: kama (la realizzazione dei bisogni e dei propri desideri, il potere creativo), artha (la ricchezza con la quale sostenere la famiglia e aiutare la società), dharma (auto-realizzazione, realizzazione nella dimensione universale) e moksa (liberazione e beatitudine).

 

Raga: attaccamento, piacere, passione, desiderio. Secondo lo Yoga sutra, alla base di tutti i nostri comportamenti che ci tengono in uno stato disturbato ce ne sono due fondamentali: raga, gli attaccamenti e dvesha, le avversioni.

 

Raja Yoga: lo Yoga regale indica una forma di Yoga che si ritiene essere superiore alle altre in quanto orientata e coronata dalla realizzazione spirituale. Raja Yoga può essere inteso come sinonimo di samadhi o come stato conseguente all'unione di Siva con Shakti.

 

Rig veda: è il più antico dei quattro Vedaed è composto da singoli mantra.

 

Rishi: Santi o saggi. Persone sagge che ebbero la percezione della Verità che poi spiegarono e tramandarono ai posteri; potrebbe essere qualcosa di paragonabile al lavoro dei grandi scienziati nel nostro tempo.

 

Sadhaka: dalla radice "sadh", camminare verso una meta. Il termine Sadhaka si riferisce a colui che ha un obiettivo interiore e conosce bene il motivo per cui fa una determinata pratica o Sadhana.

 

Sadhana: il motivo e la pratica a cui ci applichiamo dopo aver individuato la via attraverso la quale verrà condotto il nostro studio; utilizzando questa via o strumento, entriamo in un percorso che chiamiamo Sādhanā.

 

Sahasrara: termine yogico che indica il chakra situato nella zona che corrisponde alla sommità del capo.

 

Samadhi: dalla radice "dha", raccogliere, unire e dal prefisso "sam", insieme, è l'assorbimento completo nella realtà ultima. Esperienza consapevole e permanente di uno stato d'essere equilibrato, senza alcuna identificazione; è uno stato di stabilità. Si può parlare di samadhi anche come di un processo che può portare fino alla realizzazione dell'Essere.

 

Samana Vayu: l'area e la funzione adibita alla digestione, al respiro spontaneo e alla capacità di mantenersi in uno stato di equilibrio.

 

Samavaya: è il movimento vitale che presiede all'unità. Attraverso prana, nel momento in cui lavoriamo a livello di corpo fisico, vengono integrati anche gli altri aspetti.

 

Samkhya Darshan: numero, contare. È la filosofia relativa allo studio analitico dell'esistenza umana e delle sue componenti unitarie.

 

Samskara: impressioni residue (latenti) di azioni passate. Formano una ruota che non si ferma mai a causa delle scelte sbagliate fatte per correggere e rimuovere le cause della sofferenza. Negli Yoga Sutra si dice che i Samskara più positivi e forti hanno il potere di diminuire l'effetto dei Samskara precedenti.

 

Samtosha: appagamento, sapersi concentrare. Si continua a lavorare per raggiungere posizioni socialmente elevate e non si è mai soddisfatti finché non ci si rende conto che il segreto sta nel sapersi fermare e sentirsi appagati per quello che si è.

 

Sat: participio presente di "as", essere, esistenza. Principio della Coscienza Universale. Nel veranda una delle tre qualifiche di Brahaman, sat-cit-ananda, essere-coscienza-beatitudine.

 

Sattva: luminosità. Uno dei tre gunas. Sattva ci dà la luce, rajas attiva il movimento e da tamas ci viene la pesantezza e l'inerzia.

 

Satya: uno dei cinque Yama, le regole di comportamento indicateci da Patanjali, P.Y.S. II-36. Se il nostro comportamento comincia ad essere veritiero ogni nostra espressione avrà queste caratteristiche. Il primo modo di essere veritieri è quello di accettare i propri limiti, consci della propria debolezza, senza vergogna e senza falsità.

 

Saucha: purezza. Si riferisce al Sé, all'individuo, alla sua naturale esigenza di pulizia e di purificazione.

 

Shakti: nella tradizione del Tantra Shakti e Siva sono le due polarità che governano l'esistenza. Shakti è l'aspetto lunare e femminile, Siva rappresenta l'aspetto solare e maschile.

 

Siva: il dio distruttore dell'universo. Nei Vedaè Rudra che, a partire da Su, è consociuto come Siva. Rappresenta anche l'aspetto della coscienza in relazione a Shakty, il piano del corpo.

 

Shuddhi: purificazione, correzione, purezza del corpo in superficie ed in profondità. In medicina si parla di rilasciare le tensioni muscolari. Il termine è presente nella tradizione dell'Hata Yoga e indica la purificazione di un particolare segmento orizzontale del corpo (chakra) o di un particolare canale energetico (nadi shuddi o nadi shodana).

 

Sitali Pranayama: esperienza del tocco dell'aria inspirando attraverso la bocca ed espirando dal naso; avviene quando, in relazione a Puraka-Kumbhaka-Rechaka, si mantiene la consapevolezza a livello di bocca.

 

Smrti: ricordare. È la memoria di quella verità udita dai veggenti e rivelata nei Veda. Nello Yoga sutra ha a che fare con le memorie, i ricordi degli eventi passati, tutto ciò che ha le radici nel passato. Le smrti possono essere:

 

Sparsha: contatto, tocco. Esperienza tattile. In tutti i Kumbhaka Pranayama è molto importante l'esperienza tattile o Prana Sparsha ed è per questo che veniamo invitati sempre a sentire il tocco dell'aria.

 

Sunyaka: sensazione di vuoto che consegue all'espiro (rechaka). È la pausa conseguente all'espirazione.

 

Surya: il sole. Nello Yoga, può essere riferito anche all'aspetto solare dell'energia (Pingala) associata alla parte destra del corpo. Nella tradizione del tantra esiste un sole interiore di cui il praticante deve prendere consapevolezza.

 

Susumna: canale pranico centrale posteriore; il più importante degli invisibili canali (nadi) del corpo sottile, attraverso i quali il prana si propaga per tutto il corpo.

 

Sutra: aforisma.

 

Svadhisthana chakra: segmento orizzontale del corpo a livello lombare che, per lo Yoga, corrisponde al secondo chakra dal basso.

 

Svarupa: assenza di forma. L'obiettivo dello Yoga non è quello di fare qualcosa nel mondo esterno ma di realizzarsi nella dimensione interiore (Svarupa: ritornare alla propria forma originaria).

 

Svasa: svasa e prasvasa sono relativi al movimento dell'aria durante il respiro: svasa è l'esperienza consapevole dei movimenti fisici respiratori che conseguono all'inspiro (suzione dell'aria dall'esterno). Prasvasa è l'esperienza consapevole dei movimenti respiratori che conseguono all'espiro.

 

Tamas: è uno dei tre gunas, dei tre aspetti che determinano l'esistenza materiale. Rappresenta l'inerzia e l'aspetto oscuro dell'uomo.

 

Tantra: trama, tessitura. Sistema spirituale che non si basa sui Veda. La disciplina tantrica è una sintesi fondata sulla grande verità universale secondo la quale l'essere presenta due poli, la cui unione costituisce il segreto dell'esistenza: Siva e Shakti. L'assunto di base di tutte le pratiche tantriche è l'interrelazione tra il corpo e lo spirito, materia e anima, piacere e liberazione.

 

Tapas: disciplina, austerità, calore, ascesi. È uno dei cinque niyama che costituiscono il secondo delle otto tappe attraverso cui si realizza lo Yoga.

 

Tejas: elemento fuoco, sensazione di calore, tepore, lucentezza, brillantezza; è uno dei cinque elementi che formano la realtà oggettiva. È uno dei cinque elementi costituitivi dell'uomo secondo la tradizione del Samkhya.

 

Turiya: letteralmente significa "il quarto"; è uno stato di coscienza che trascende i primi tre: veglia, sonno, sonno profondo. È uno stato nel quale si penetra solo con l'annullamento di sé stessi. Va al di là dell'identificazione fisica e del pensiero. Non è coscienza del mondo esterno né di quello interno, non è coscienza né assenza di coscienza. È il quarto piede di Brahaman.

 

Udana Vayu: soffio, impulso ascendente. Quell'aspetto dell'energia vitale responsabile della consapevolezza; è la funzione che ci permette di fare esperienza delle cose o degli eventi e di divenirne consapevoli all'interno del nostro corpo. È la consapevolezza del movimento dell'aria verso la zona del capo.

 

Uddiyana Bandha: contrazione addominale, sollevamento del diaframma. Alla fine dell'espiro inspirare a livello toracico con narici e bocca chiuse. Questo è Uddiyana bandha. Cominciare a ricevere dal basso addome, lasciando che il torace continui ad espandersi. Tecnica dello hata Yoga appartenente ai bandha, contrazioni.

 

Upadhi: sovrapposizione. Tutto quello che accumuliamo attraverso il nostro percorso educativo è upadhi.

 

Upanisad: le Upanisad sono la parte dei filosofica dei Veda. Oggi sono disponibili circa 280 di questi testi ma solo 108 Upanisad sono accettate come autentiche. Le Upanisad sono suddivise in due parti:

 

Vairagyam: distacco, il contrario di quanto accade generalmente nella vita di tutti i giorni dove ogni nostro comportamento dà origine ad attaccamenti e a coinvolgimenti.

 

Vama Marga: canale energetico laterale sinistro.

 

Vayu: movimento. Possiamo abbinare il concetto di Vayu agli impulsi efferenti del sistema nervoso. Gli impulsi efferenti sono quegli impulsi nervosi volontari che vanno dal sistema nervoso centrale verso la periferia del corpo.

 

Veda: dalla radice vid, conoscere. Testi Sacri del tradizione induista. I Veda sono 4:

 

Vedanta (Uttara Mimamsa): letteralmente è la parte finale dei Veda ma è anche uno dei sei sistemi filosofici indiani (darshan) che accettano i Veda come principale autorità. Riconosce una sola realtà: il Brahman.

 

Vibhuti Pada: Vibhuti Pada è il terzo capitolo degli Yoga sutra di Patanjali.

 

Vijnanamaya Kosha: è il piano dell'essere relativo all'intelletto. Il pensiero che permette la riflessione e l'elaborazione del sapere: "se mi pungo un dito con l'ago c'è un sapere immediato, quello della sensazione dolorosa". La ricerca della causa è il tipo di sapere che segue la sensazione ed è situato a livello dell'intelletto.

 

Vipassana: tipo di meditazione. Vi + Passana = Pura Osservazione.

 

Vishnu: uno dei tre aspetti della divinità nella trimurti: è Colui che preserva. Il visnuismo è l'aspetto dell'induismo che più si avvicina al cristianesimo; Vishnu è l'aspetto del divino che ha un rapporto così personale con l'uomo da essere considerato il dio che corre quando viene invocato. È una divinità solare.

 

Vishuddi Chakra: Segmento orizzontale del corpo a livello cervicale: 5° Chakra dal basso. Il collo è uno dei punti dove si accumulano molte tensioni; c'è molta attività a questo livello e, per questo motivo, occorre purificare intensamente. Quest'area è collegata direttamente alla comunicazione verbale: a volte noi riusciamo ad esprimerci come vorremmo ma altre volte, invece di dire una cosa, ne diciamo un'altra... Si creano blocchi che vanno ad aggiungersi a quelli che abbiamo molto spesso nelle spalle.

 

Vritti: le vrtti sono modificazioni dei comportamenti della coscienza per cui sono movimenti della coscienza. Letteralmente vrtta significa girare, per cui il significato di vrtti sarebbe: "là dove c'è una curva". Quando una persona si dirige verso una meta, è chiaro che cercherà di andare diritto perché, se comincia a deviare a destra o a sinistra, non raggiungerà la meta. Vrtti è il comportamento, il mezzo con il quale la coscienza funziona e che può essere tradotto anche come fluttuazione della coscienza.

 

Vyana: quell'aspetto dell'energia vitale, responsabile per i movimenti del corpo, che lavora a livello di sistema muscolare e scheletrico. Quando muoviamo le braccia, le gambe, la colonna vertebrale, l'esperienza che nasce è quella di un movimento lineare.

 

Yama: regole di auto limitazione etiche e morali dello Yoga sutra. In Yoga, si lavora con se stessi e, come in ogni altro aspetto della vita, ci deve essere un'etica ed un comportamento da seguire, proprio come nella vita sociale e di relazione.

 

Yoga: unione, incontro, condizione equilibrata. Sapere a cosa siamo uniti e da cosa distaccarci, questo è il percorso dello Yoga. Lo Yoga è un cammino che mette in evidenza il senso dell'unità che è il fondamento della realtà. Lo Yoga ci toglie dall'ignoranza cioè dall'idea che la realtà è costituita da aspetti separati fra loro. Lo Yoga è la coscienza dell'unità. Conosciuto come una scienza di auto-realizzazione è uno dei sistemi riconosciuti della filosofia indiana. Trae le sue origini direttamente dai Veda ed è strettamente connesso con il Samkhya Darshan.

 

Yoga Sutra di Patanjali: gli Yoga Sutra (II secolo a. C. / I. secolo d. C.) sono un insieme ben codificato di idee e di concetti già presenti nei Testi Vedici, considerati ed accettati come un punto fermo nella tradizione dello Yoga.